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12 gennaio 2009
Presentazione del Team Diquigiovanni - Androni Giocattoli

Il 12 gennaio 2009, in occasione della presentazione ufficiale del Team Diquigiovanni - Androni Giocattoli, è stato presentato ufficialmente il progetto della Fondazione Unico1 Onlus, nonché la linea di abbigliamento sportivo che in parte finanzierà l’iniziativa.

Per la prima volta, la linea di abbigliamento Unico1 vestirà un team professionistico: l’accordo è avvenuto grazie all’intervento di Davide Rebellin, nuovo acquisto della squadra e testimonial di Unico1.

Il manager del Team Diquigiovanni - Androni Giocattoli, dott. Gianni Savio, ha accettato di condividere il progetto di Unico1 mettendo a disposizione l’immagine dell’intero Team per la campagna promozionale del progetto stesso. Savio ritiene che la condivisione collettiva da parte del Team, la levatura e le ambizioni del progetto ben si sposino con gli ideali dello sport inteso come condivisione, solidarietà, Fair Play e voglia di combattere senza arrendersi mai.

Dicembre 2008
L'incontro con il Presidente della Camera Gianfranco Fini

“Ricordo con tanta emozione l’incontro con il Presidente Gianfranco Fini. Dopo un momento di imbarazzo iniziale, gli ho spiegato il mio progetto e gli obiettivi della Fondazione Unico1. Gli ho spiegato che la malattia mi rende inabile a qualsiasi lavoro, ma che non rinuncerò mai al mio sogno: lavorare ed aiutare chi si trova nella mia stessa condizione” così Diego Murari ha raccontato il suo incontro con Fini, avvenuto a Roma lo scorso dicembre.

L’entusiasmo di Diego è salito alle stelle quando, stringendogli la mano, Fini gli ha detto: “Non rinunciare mai ai tuoi sogni: io sono con te”.

Novembre 2008
Il supporto del ciclista Davide Rebellin

La fondazione Unico1 si arricchisce ogni giorno di nuovi sostenitori: ad oggi, a supporto dell’associazione, ci sono il ciclista Davide Rebellin, i calciatori Roberto Baggio, Francesco Toldo e gli sciatori Kristian Ghedina e Silvio Fauner. Tutti questi sportivi si sono uniti con lo scopo di aiutare l'amico Diego e altre persone che potrebbero cadere vittime di questa malattia.

Davide Rebellin, ciclista professionista dal 5 agosto 1992 quando esordì nel GP di Camaiore, ha tutt'oggi ha conquistato 51 vittorie e, dalla prossima stagione, farà parte del Team "Serramenti Diquigiovanni-Androni Giocattoli".

Così l’atleta ha commentato la sua vicinanza a Unico1: “Unico1 è un distintivo di appartenenza all’associazione dedicata al mio amico, Diego Murari, col quale, sino a pochissimi anni fa, pedalavamo insieme, ma che oggi è colpito da una grave malattia. Ci vogliono tante risorse per fronteggiare le numerose necessità legate alle sue cure, ma, quando ci troviamo di fronte a Diego, lui ci disorienta perché ci dice che ha bisogno di un sorriso, solidarietà fatta di uno sguardo benevolo, una stretta di mano, sentire vicina tanta gente, tanti amici…”

Partners
Chi Siamo

Il progetto nasce da un’idea di Diego: “Io sono sempre stato uno sportivo e prima o poi tornerò ad esserlo. Ho pensato allo sport perché lo sport è: gioia, fatica, delusione, lacrime, emozione, paura, sofferenza, vittoria, sconfitta, ma soprattutto è forza”.

Diego, sportivo per passione, ammira i grandi sportivi e la loro forza: “Gli sportivi sono forti e quando sono campioni sono ancora più forti” spiega. “Ho scoperto che i campioni trasmettono la loro energia e spirito di emulazione. Ho scoperto che sono sì campioni negli stadi, in strada, sulle piste da sci, ma sono soprattutto campioni nel cuore”.

L’associazione Unico1, grazie alla collaborazione di questi eccezionali personaggi, programma degli incontri con i bambini ammalati affinché questi possano trovare nei loro campioni una gioia e una speranza che li aiuti ad affrontare positivamente e con lo spirito giusto le cure che li aspettano.

I campioni incontrano i bambini a scuola per trasmettere loro il valori dello sport, della competizione, del team. Lo scopo è quello di spiegare ai bambini che per realizzare i loro sogni e per raggiungere degli obiettivi ci vuole costanza, impegno e tanto amore e che lo sport è sì competizione, ma è soprattutto un gioco e un momento di condivisione.

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