Il progetto nasce da un’idea di Diego: “Io sono sempre stato uno sportivo e prima o poi tornerò ad esserlo. Ho pensato allo sport perché lo sport è: gioia, fatica, delusione, lacrime, emozione, paura, sofferenza, vittoria, sconfitta, ma soprattutto è forza”.
Diego, sportivo per passione, ammira i grandi sportivi e la loro forza: “Gli sportivi sono forti e quando sono campioni sono ancora più forti” spiega. “Ho scoperto che i campioni trasmettono la loro energia e spirito di emulazione. Ho scoperto che sono sì campioni negli stadi, in strada, sulle piste da sci, ma sono soprattutto campioni nel cuore”.
L’associazione Unico1, grazie alla collaborazione di questi eccezionali personaggi, programma degli incontri con i bambini ammalati affinché questi possano trovare nei loro campioni una gioia e una speranza che li aiuti ad affrontare positivamente e con lo spirito giusto le cure che li aspettano.
I campioni incontrano i bambini a scuola per trasmettere loro il valori dello sport, della competizione, del team. Lo scopo è quello di spiegare ai bambini che per realizzare i loro sogni e per raggiungere degli obiettivi ci vuole costanza, impegno e tanto amore e che lo sport è sì competizione, ma è soprattutto un gioco e un momento di condivisione.
Unico1 vuole favorire la continuazione dell’attività scolastica in ospedale. L’idea di base è che i bambini ammalati non devono perdere le loro abitudini, ma devono proseguire la loro formazione scolastica. Solo in questo modo, infatti, è possibile rendere meno traumatico il distacco dall’ambiente sociale precedente.
Con un percorso curriculare adeguato si possono evitare arresti nell’apprendimento e si può consentire ai piccoli ammalati di integrarsi facilmente all’interno della classe scolastica a dimissioni avvenute.
Unico1, inoltre, vuole offrire ai bambini la possibilità di impegnarsi in attività creative ed espressive che permettano loro di manifestare il proprio stato d’animo in ogni momento. In questo modo il personale di supporto può aiutarli a superare i momenti di difficoltà e di disagio.
Pur riconoscendo che la scuola in ospedale richiede una rete di attività e di proposte didattiche molto intense, si ritiene però che, sfruttando le nuove tecnologie per le attività didattiche ed operando in collaborazione con le scuole di provenienza, questo progetto può essere realizzato.